EMANUELE ANCESCHI

In cammino 2016-2023

Appunti fotografici Nepal, Pakistan, Birmania, Cambogia, Sud Africa, Namibia, Sri Lanka

“Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della
propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con
cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra”
C. Magris, L’infinito viaggiare

In cammino 2016-2023. Appunti fotografici Nepal, Pakistan, Birmania, Cambogia, Sud Africa, Namibia, Sri Lanka è la mia prima esposizione fotografica costituita da una selezione delle fotografie dei miei viaggi degli ultimi anni.
L’obiettivo di questo progetto è condividere le mie esperienze e portarvi attraverso i miei occhi in alcuni dei luoghi che inevitabilmente hanno cambiato il mio modo di approcciarmi alle cose del mondo.
L’esposizione è stata suddivisa in tre aree tematiche: la montagna, Africa e Asia, e Namibia.
Montagna: in questa sezione troviamo scatti di alcune vette che ho scalato in Italia, in Nepal e in Pakistan. I ghiacciai sono quelli del Monte Rosa e del Breithorn, del Mera Peak nell’Himalaya nepalese e del Chogo Lungma nel Karakorum pakistano.
Africa e Asia: le fotografie di questa sezione comprendono animali, paesaggi naturali e agricoli, pescatori, templi e incontri. I paesi interessati sono Sudafrica, Myanmar, Cambogia, Sri Lanka, Nepal.
Namibia: le immagini a colori della Namibia sono state scattate nel deserto del Namib (Deadvlei e Sossusvlei) e nel parco nazionale di Etosha. Si passa dai bianchi e grigi del suolo arido, ai rossi e arancioni delle dune di sabbia per finire all’azzurro intenso del cielo.
In cammino rappresenta la mia idea di viaggio. È un mix tra avventura, sfida con se stessi, ricerca dell’ignoto e delle diversità culturali. Viaggio per farmi meravigliare. È il mezzo migliore per abbattere muri e paure irrazionali, per mettere in discussione tutti i dogmi imposti dalla nostra società occidentale. È aprire la mente e l’anima a quello che è diverso da noi. Il viaggio è, in definitiva, libertà.

autore

Emanuele Anceschi nasce nel 1982 a Castelnovo ne’ Monti, paese dell’appennino reggiano. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si laurea in Studi Internazionali ed Europei all’Università di Parma. Svolge nel 2010 un tirocinio sul monitoraggio dei Diritti Umani a Vilnius. Dopo aver ricoperto posizioni manageriali nel settore privato, attualmente è occupato nel settore della cooperazione sociale. I numerosi viaggi che compie fin da quando è bambino lo portano a visitare più di una volta tutti e cinque i continenti. Appassionato di storia, filosofia, cinema e letteratura, pubblica nel 2021 il suo primo libro Storia di una festa mobile (Brè edizioni) e nel 2022 Viaggi e riflessioni di un montanaro reggiano (Brè edizioni). Nell’aprile del 2022 raggiunge la vetta del Mera Peak (6.476 mt) nell’Himalaya nepalese e nell’agosto del 2023 scala con successo lo Spantik (7.072 mt) nel Karakorum pakistano.

a cura di Alessandra Azzolini

Quante fotografie scattiamo in un giorno con il nostro smartphone? Quante durante un viaggio? E quante immagini abbiamo accumulato nella memoria oppure in cloud negli ultimi anni?
A volte capita che ci si senta sopraffatti di fronte alla moltitudine dei propri appunti fotografici, pur avvertendo l’urgenza di metterli in ordine. Anche uno scrittore, abilissimo con le parole, può avere la sensazione che le immagini possano costituire un valore di un qualche tipo per il suo lavoro. L’autonarrazione del sè passa attraverso molti linguaggi, dalla scrittura, alla fotografia (scrittura con la luce): sono tutti modi, in fondo, per sfuggire all’oblio e in qualche modo sono da ciò accomunati.
Emanuele Anceschi mi ha raccontato che, inizialmente, durante i suoi viaggi, percepiva la fotografia come una sorta di interruzione del fluire della vita, pensando che il click distogliesse dalla pienezza dell’attimo (per il fotografo è proprio il contrario). Più tardi, ha iniziato a pensare la fotografia come una potenzialità, un mezzo per comunicare con più empatia con gli altri, magari con chi in viaggio non c’è mai stato, come un intensificatore di immaginazione, oppure con chi, alla vista dell’immagine è pronto a esclamare: “Ci sono stato anch’io!”. Se nel primo caso la sua scrittura si ispirava al flusso di coscienza, nel secondo caso il modello elettivo d’ispirazione è quello dialogico.
Oggi il travel snapshoot si può considerare una sorta di genere fotografico, un diario di viaggio per immagini che utilizza l’ambiente digitale come il luogo privilegiato di pubblicazione. Ne prova l’interesse per il tema la moltitudine di travel blogger di cui è disseminata la rete, con tutti i filtri del caso.
Se l’intento di Anceschi è primariamente narrativo e non di spettacolarizzazione dei luoghi e delle esperienze, l’obiettivo è quello intellettuale di diffondere una cultura del viaggio come occasione di crescita personale e di sensibilità sociale, in senso più ampio e condiviso, che per l’autore passa attraverso il ribaltamento delle certezze pre-costituite e dei luoghi comuni, al di fuori delle proprie zone di comfort, sia fisiche, che psicologiche.
La selezione delle immagini, a partire da un corpus di alcune migliaia di file, è da considerarsi un processo significativo, che fa emergere la ricchezza dell’esperienza vissuta e la possibilità di raccontarla. Se, da un lato, questo è stato il criterio utilizzato, dall’altro la scelta è stata dettata anche da criteri tecnici e dalle caratteristiche compositive delle immagini, che con un’accurata post-produzione ha consentito alle fotografie di essere presentate in questa esposizione.
La prevalenza di stampe in bianco e nero e il supporto in Topsec (carta baryta Permajet sotto acrilico 3 mm), così come il formato 15×30 cm, hanno permesso di magnificare gli scatti, in particolare, quelli di montagna, tanto cari all’autore.

informazioni e contatti

L’esposizione sarà ospitata presso il Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro in Via Emilia San Pietro 44/C, Reggio Emilia e sarà fruibile, dal 7 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024, dalle 9.30 alle 18.30 con esclusione del 24, 25, 26, 30, 31 dicembre 2023 e 1 gennaio 2024.
Ingresso libero.

Inaugurazione il 7 dicembre 2023, alle ore 18:30.

Per informazioni: info@analogicfriends.com

press room

FOTOGRAFIA, LETTERATURA, VIAGGIO
In cammino 2016-2023.
  Appunti fotografici Nepal, Pakistan, Birmania, Cambogia, Sud Africa, Namibia e Sri Lanka di Emanuele Anceschi L’esposizione di travel snapshoot al Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, è a cura di Alessandra Azzolini.
Inaugurazione giovedì 7 dicembre, alle 18.30

(REGGIO EMILIA, 5 DICEMBRE 2023)
“In cammino rappresenta la mia idea di viaggio. È un mix tra avventura, sfida con se stessi, ricerca dell’ignoto e delle diversità culturali. Viaggio per farmi meravigliare. È il mezzo migliore per abbattere muri e paure irrazionali, per mettere in discussione tutti i dogmi imposti dalla nostra società occidentale. È aprire la mente e l’anima a quello che è diverso da noi. Il viaggio è, in definitiva, libertà”, dice lo scrittore Emanuele Anceschi.

In cammino 2016-2023. Appunti fotografici Nepal, Pakistan, Birmania, Cambogia, Sud Africa, Namibia, Sri Lanka è la sua prima esposizione fotografica, costituita da una selezione delle fotografie dei suoi viaggi degli ultimi anni. L’editing e la curatela sono di Alessandra Azzolini. Si terrà al Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, in via Emilia San Pietro, 44/C, a Reggio Emilia, dal 7 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024, a ingresso gratuito. L’inaugurazione è giovedì 7 dicembre 2023, alle 18.30.

“L’obiettivo di questo progetto è condividere le mie esperienze e portarvi attraverso i miei occhi in alcuni dei luoghi che inevitabilmente hanno cambiato il mio modo di approcciarmi alle cose del mondo”, dice Anceschi, già autore di due pubblicazioni sul tema del viaggio: Storia di una festa mobile del 2021 (Brè edizioni) e Viaggi e riflessioni di un montanaro reggiano del 2022 (Brè edizioni). 

L’esposizione è suddivisa in diverse aree tematiche, tra le quali spiccano le fotografie di montagna, tanto care all’autore. Nell’aprile del 2022 Anceschi raggiunge la vetta del Mera Peak (6.476 mt) nell’Himalaya nepalese e nell’agosto del 2023 scala con successo lo Spantik (7.072 mt) nel Karakorum pakistano. 
“Anceschi inizialmente, durante i suoi viaggi, percepiva la fotografia come una sorta di interruzione del fluire della vita, pensando che il click distogliesse dalla pienezza dell’attimo (per il fotografo è proprio il contrario). Più tardi, ha iniziato a pensare la fotografia come una potenzialità, un mezzo per comunicare con più empatia con gli altri. Per lo scrittore è un intensificatore di immaginazione”, dice la curatrice Azzolini.

“Oggi il travel snapshoot si può considerare una sorta di genere fotografico, un diario di viaggio per immagini che utilizza l’ambiente digitale come il luogo privilegiato di pubblicazione. A volte capita che ci si senta sopraffatti di fronte alla moltitudine dei propri appunti fotografici, pur avvertendo l’urgenza di metterli in ordine – prosegue Azzolini, e conclude – La selezione delle immagini, a partire da un corpus di alcune migliaia di file, insieme all’accurata post-produzione e alle scelte di stampa, sono un processo significativo, che fa emergere la ricchezza dell’esperienza vissuta e la possibilità di raccontarla”.

Orari di apertura: da lunedì a domenica 9.30-18.30 
eccetto i giorni 24, 25, 26, 30, 31 dicembre 2023 e 1 gennaio 2024

Emanuele Anceschi nasce nel 1982 a Castelnovo ne’ Monti, paese dell’appennino reggiano. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si laurea in Studi Internazionali ed Europei all’Università di Parma. Svolge nel 2010 un tirocinio sul monitoraggio dei Diritti Umani a Vilnius. Dopo aver ricoperto posizioni manageriali nel settore privato, attualmente è occupato nel settore della cooperazione sociale. I numerosi viaggi che compie fin da quando è bambino lo portano a visitare più di una volta tutti e cinque i continenti. Appassionato di storia, filosofia, cinema e letteratura, pubblica nel 2021 il suo primo libro Storia di una festa mobile (Brè edizioni) e nel 2022 Viaggi e riflessioni di un montanaro reggiano (Brè edizioni). Nell’aprile del 2022 raggiunge la vetta del Mera Peak (6.476 mt) nell’Himalaya nepalese e nell’agosto del 2023 scala con successo lo Spantik (7.072 mt) nel Karakorum pakistano.  

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